Paura, paura, paura. Non solo paura di
volare. Paura di stare da sola e paura di restare intrappolata nel
matrimonio, paura di lasciarsi andare e di non farlo, paura di morire
e altrettanta di vivere. Isadora, la protagonista di questo intenso
romanzo é tanto in contatto con sè stessa e le proprie paure che
difficilmente potremmo credere che non sia, un testo fortemente autobiografico. Ed un testo
preziosissimo.
Il mercato é quello che é e questo
libro ha assurto alla gloria tramite alcuni dei suoi spunti meno
interessanti, quale quello del zipless fucking, l'avventura
sessuale priva di implicazioni, contorni, preliminari e conseguenze.
Nella mia edizione niente meno che John Updike si lascia
sfuggire la parola erotic per descrivere il libro,
marchiandolo con un aggettivo molto fuorviante sebbene forse
auspicabile da parte dell'editore. Ma anche no, non serve credo,
quando é Updike a recensire con tanto entusiasmo un libro, sprecare
questi specchietti. Niente di meno erotico, se non nel senso
etimologico di Eros. Un libro sincero allo spasimo, nudo fino a
mostrare nervi, a tratti pornografico, ma non direi erotico, neppure
un istante ha le "luci soffuse" e lingerie appese, non fa
battere il cuore per una storia d'amore, non mostra complicitá.
Comunque un Libro brillante, estremamente disinibito,
intellettualmente raffinato ma privo di intellettuositá. Ripercorre
negli stessi anni in cui lo faceva WoodyAllen la mania moderna e
particolarmente newyorkese di affidare la vita agli psicologi.
Ripercorre le ferite profonde e cattive che ti puó mollare in
ereditá la famiglia. Ripercorre l'incanto inestinguibile di chi sia
caduto da bambino nel pentolone della letteratura. Ripercorre
l'intensa contradditorietá misto di orgoglio, colpa, paura, accusa,
che vive chi porta il marchio invisibile dell'ebraismo. Ripercorre le
ferite della grande Storia e il balsamo di ipocrisie che vi spalmiamo
sopra. Insomma comunica quasi in ogni pagina quella sensazione di
libro insostituibile, uno di quei libri che passato il subbuglio di
critica e consenso, solitamente chiamiamo classici. Certo a calibrare
lo spessore "classico" di un libro non aiuta la fama di
libro erotico, come non ha aiutato, non veramente, un altro campione
della letteratura americana, Bukowsky, la cui aura resta quella di un
talentuoso ubricone pornografico, anziché quella secondo me piú
meritata di espertissimo esornatore di crudité.
Se la trama é praticamente assente, la
scrittura di Erica é talmente tatuata sulla pelle della vita che non
concede un momento di noia. Una comunicazione splendida, colta,
sofferta, acuta e nel contempo frizzante, leggera, proprio nel senso
che questa parola trova nel titolo di questo blog. Non a caso lo
scelgo come overtoure.
Un libro importante per ogni donna,
direi quasi un vessillo per la donna veramente libera o in cerca di
libertá. Un libro importante per ogni uomo che voglia capire le
donne e anche capire un po' quegli strani esseri che le importunano.
Un libro importante per chi ama i libri e la scrittura, che insegna
quanto una scrittura che sembra una strada di gloria sia il risultato
di una lotta nel fango. Erica che compila un manifesto della paura,
quando ha in mano la penna é uno Zorro che marchia a inchiostro il
culo di ogni singola insicurezza, passo falso, terrore, fremito,
allucinazione. Ha una mira infallibile riflessi mirabolanti e pare
volare in difesa di tutte le nostre paure.
Incipit:
there were 117 psycoanalysts on the
PanAm flight to Vienna and I'd been treated by at least six of them.
And married a seventh.
Citazioni:
"...growing up female in
America. What a liability! You grew up with your ears full of
cosmetic ds, love songs, advice columns, whoreoscopes, Hollywood
gossipand moral dilemmas on the level of tv soap operas. What ltanies
the advertisers of the good life chanted at you! What curios
catechism!
What all the ads seemed to imply was
that only you were narcissistic enough...you would meet a beautiful,
powerful, potent,and rich man who would satisfy every longing, fill
every hole,...and fly you to the moon..."
"Who was it who said that the
smile is the secret of life?...When we where together we felt we
could conquer anything merely by laughing"
"....Learning how to survive
your own life, learning how to endure your own existence, learning
how to mother yourself, not turning always to an analyst, a lover, a
husband, a parent..."
"Marriage was tricky because in
some ways it was always a folie
à deux. At times you scarcely knew where your own lunacies
left off and those of youre spouse began. You tended to blame
yourself too much or not enough or for the wrong things and you
tended to confuse dependency with love."

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