La prima pagina del principale gionale di Dresda di ieri, 12.03.2013, titolava:
LA LETTERATURA É SUPERFLUA? MAI
Ho giá ribadito che il rapporto tra letteratura e vita é il leitmotiv di questo Blog. Perciò mi allontano brevemente da cuore pulsante della letteratura, i libri, per osservarne i bordi, la pelle.
Intanto siccome sto per pubblicare in questo blog un breve saggio sull'importanza del leggere narrativa, indicandola come migliore dieta multivitaminica esistente, lo spunto di questo articolo mi sembra perfetto per qualche riflessione introduttiva.
Inoltre credo che questa foto in sé possa spiegare uno dei motivi fondanti per cui vivo in Germania, anche se ció mi costa stare in un paese la cui lingua mi sará per chissà quanti anni ancora fonte di pruriti, imbarazzi e lieve senso di soffocamento.
Mi sono spesso divertito a fare una lettura in filigrana delle prime pagine dei giornali, ovvero a eviscerare, al di là dei loro contenuti dettagliati, ció che ci raccontano del paese in cui vengono stampati.
Le prime pagine dei principali giornali tedeschi sono fonte di facile ironia per un italiano. Ci sono giornali piú sensazionalistici o
provocatori
di altri, ma in generale danno l'idea di vivere in un villaggio perbenista. Discutono in prima pagina sulle diete degli asili. Constatato dopo qualche indagine che non stanno falsando la realtá perché sensibili alle mire di padroni in perenne conflitto di interesse e cercando di approfondirne le vere ragioni, l'ironia lascia il posto ad un certo sconforto. La Germania e i suoi abitanti non sono assolutamente esenti da difetti, debolezze, scandali, follie, il paese é sopravvalutato in termini di efficienza, correttezza e logica... ma colletivamente mi sembra di poter dire che una crosta dura di Decenza sia il loro punto piú basso. L'ironia, il ridanciano istinto di definirlo paese noioso, da parte di un conterraneo di Berlusconi e Grillo, é come pattinare spensierati su un ghiaccio molto sottile. Proprio come indugiare su quella datata teoria per cui un mondo privo di difetti sarebbe molto noioso, teoria secondo me molto decadente, autoindulgente, persino pigra e definitivamente Italiana. Non riesco davvero a definire noioso avere il tempo e le risorse per studiare arte, conoscere gente, lavorare in base ai propri meriti, rispetto all' essere soffocati da burocrazia, corruzione, tifoseria e superficialitá. No, non riesco a sentirmi piú che profondamente depresso dalla consolazione "però a calcio vi facciamo il culo"
Cosa ha a che fare con la letteratura? Parecchio credo io. Soprattutto col fatto di difenderla in prima pagina come Il Giornale difenderebbe solo il suo Cavaliere caramellato...
Due riflessioni a riguardo.
Primo: è vero che dal dramma nasce l'arte migliore, ma il dramma sará sempre comunque presente nella vita degli uomini, senza bisogno di andarselo a cercare e sponsorizzarlo. Inoltre probabilmente sono molti piú i Dickens e i Primo Levi morti di freddo e fame rispetto a quelli sopravvissuti agli stenti per raccontarli.
Secondo: Pirandello era un genio, particolarmente sensibile all'analisi delle apparenze che influenzano la vita dell'uomo moderno. Come tutti i geni, abbagliato dai lampi della propria mente, poteva essere profondamente cieco. Per lo meno io ho sempre addebitato a questi sbalzi di luce, a eccessivi restringimenti della pupilla, se non a semplice paviditá, il fatto che un uomo come lui appoggiasse il fascismo, sostenendo che Mussolini dava al popolo le due cose di cui aveva piú bisogno, senso di stabilitá e senso di dinamica. Questo genio della realtá virtuale si perdeva nei propri specchi e parlava di Mussolini come parlasse di Teatro. Ecco il paese di Berlusconi e Grillo (lungi da me paragonare questi due individui opposti, piú che per il fatto che condividono le tecniche dello spettacolo) dove realtà e spettacolo si inzaccherano e si rivoltolano avvinghiate come lottatrici nel fango.
L'Italia per molti motivi, di cui solo l'ultimo é una berlusconizzazione delle coscienze, ma prima viene un unione linguistica non ottenuta tramite Dante e lo Stil novo come ci raccontano a scuola, ma tramite Baudo Carrá, Bongiorno, (e per fortuna anche Battisti Deandré), é vittima, piú che utente consapevole, della realtá virtuale. PEr questo Tv, videogame, social network, reclam, tifo, lotterie, occupano fette crescenti di quell'industria del tempo virtuale di cui la letteratura é (e dovrebbe rimanere) Ape regina. Per motivi che approfondiró nel suddetto saggio, la letteratura é l'unica tra le realtá virtuali che provveda gli anticorpi contro la stessa, che aumenti le difese contro Ogni tipo di realtá virtuale, rafforzando capacitá di analisi, discernimento e critica. L'unica realtá Virtuale che sia profondamente Virtuosa anche per chi la consuma.
Ecco perché la prima pagina del quotidiano di Dresda demarca, molto meglio delle infelici battute sulle fortune elettorali dei Clown Italiani, la differenza tra due modi di essere.
ohe avevo temuto un attimo che iniziavi anche tu col calcio...
RispondiEliminainsomma mi sembra di capire che in germania la letteratura non é superflua ma i giornali un po'.
RispondiEliminaComunque sono loro che hanno inventato il papa virtuale!